Centro Diagnostico

Per poter strutturare un piano di supporto specifico, basato sulle reali esigenze di ogni ragazzo, è di fondamentale importanza individuare quanto prima la tipologia di bisogno e quindi la risposta ad esso più adeguata. In questo modo si evita che le difficoltà nei processi di apprendimento vengano confuse con incapacità o limiti andando ad influire, negativamente, sull'autostima e sull'equilibrio della persona.

Basandoci sui protocolli della Consensus Conference sui DSA 2007 – 2011, siamo accreditati per effettuare la valutazione per il Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA).

Il nostro percorso diagnostico, si articola in tre fasi differenti:
1 Colloquio iniziale con i genitori, finalizzato alla conoscenza del caso specifico e alla presentazione degli strumenti di analisi
2 Incontro con il ragazzo, per la somministrazione dei test
3 Colloquio conclusivo, per la spiegazione dei risultati e del documento diagnostico.

La valutazione diagnostica
La valutazione diagnostica è il primo e fondamentale passo da affrontare quando ci troviamo di fronte ad un alunno con difficoltà scolastiche.
Infatti le possibili cause di queste difficoltà possono essere molteplici, e solo una attenta valutazione può definire meglio il quadro di queste fragilità, e dare il via ad un percorso di aiuto personalizzato.
La valutazione è basata su test standardizzati, che sono cioè stati somministrati ad un campione ampio e rappresentativo di alunni, in modo da poter confrontare i risultati ottenuti alle diverse prove con quelli ottenuti dai coetanei nelle stesse prove e condizioni. 

Il livello intellettivo
Il test più utilizzato per la misurazione del livello intellettivo è la batteria WISC. Dall'analisi dei risultati ottenuti in questa prova è possibile ricavare un profilo generale del funzionamento cognitivo del soggetto.
La scala è composta da 10 sub test raggruppati in diverse scale, che valutano diverse abilità cognitive: Comprensione verbale, Ragionamento visuo-percettivo, Memoria di lavoro, Velocità di elaborazione.
L’insieme dei punteggi ottenuti ai vari sub test concorre alla formazione (sulla base di calcoli di tipo statistico) di quelli che si chiamano punteggi standard e vanno a definire gli indici delle varie scale e il Quoziente totale. Potremmo semplicemente definire il Q.I. come una misura dell’intelligenza di un soggetto dove i valori di norma si collocano tra 85 e 115. 

La valutazione della lettura e della scrittura
I test che solitamente vengono utilizzati per la valutazione della lettura sono prove di lettura di un brano (di complessità adeguata alla classe del bambino), di una lista di parole e una di non parole, cioè parole senza significato. I parametri che vengono tenuti in considerazione sono sia la velocità di lettura che la correttezza.
L’età minima per porre la diagnosi di Disturbo di Lettura è a partire dalla fine del secondo anno della scuola primaria.
Di solito viene valutata anche la capacità di comprensione del testo attraverso la somministrazione di una prova che consiste in un testo seguito da domande con scelta multipla. 
Tale prova non è tuttavia indispensabile per la formulazione della diagnosi, ma serve per valutare l’impatto che le difficoltà di decifrazione hanno sulla comprensione del testo.Per la valutazione della disortografia vengono tipicamente utilizzate prove di dettato di brano, parole e non parole, come per la valutazione della dislessia. 

La valutazione del calcolo e delle abilità matematiche
I test più utilizzati per la diagnosi del disturbo di calcolo comprendono prove di calcolo scritto, di ordinamento di numeri, di dettato di numeri e di calcolo mentale. Anche in questo caso è una variabile importante il tempo di esecuzione delle prove, soprattutto nel caso del calcolo mentale e delle tabelline.
E’ escluso dalla diagnosi del disturbo di calcolo l’esame delle difficoltà di soluzione dei problemi matematici. L’età minima per porre la diagnosi di Disturbo di Calcolo è a partire dalla fine del terzo anno della scuola primaria.
A questo punto, avendo valutato il livello intellettivo e gli automatismi di base, è possibile emettere diagnosi di DSA, cioè Disturbo Specifico dell’Apprendimento, tenendo ovviamente presente che il clinico ha già escluso la presenza di patologie o anomalie sensoriali (es. sordità, grave difficoltà visiva) neurologiche (es. traumi cerebrali) o gravi psicopatologie.

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